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  4. 25 maggio 2026 Controllo della temperatura delle merci in entrata

Controllo della temperatura delle merci in entrata:

standardizzazione, metodologia di misurazione e documentazione per numerose sedi

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Classificazione: perché la ricezione delle merci è un punto di controllo critico

25 maggio 2026
Immaginate: sono le 7 del mattino. Il camion frigorifero è alla banchina di carico. Due dipendenti si occupano contemporaneamente della consegna, dello stoccaggio, dei controlli della temperatura e della documentazione. È proprio qui che iniziano i rischi per la sicurezza alimentare. All’interfaccia tra fornitore e operatore, la responsabilità della qualità del prodotto cambia. Pertanto, la ricezione delle merci rappresenta il punto di controllo più critico dell’intera catena del freddo: se il controllo della temperatura viene violato già al momento del ricevimento, i rischi possono protrarsi lungo l’intera catena di processo. Ed è proprio lì che gli auditor concentrano la loro attenzione per primi. Eppure, in molte sedi, ogni giorno si verificano gli stessi errori evitabili. Non a causa della mancanza di attrezzature, ma della mancanza di standard. In questo articolo imparerete come creare un processo di controllo della temperatura in fase di ricevimento merci che funzioni in modo coerente in 5, 50 o 500 sedi.

Temperatura dell’aria vs. temperatura del prodotto: perché la differenza è importante

Nella pratica, la «temperatura» viene spesso considerata come un unico grande. Tuttavia, la distinzione tra temperatura dell’aria (ad esempio nel veicolo o nella zona di ricevimento merci) e temperatura del prodotto (superficiale o interna) è fondamentale per prendere decisioni affidabili.

La temperatura dell’aria indica se il sistema di raffreddamento in un veicolo o in un’area di stoccaggio funziona correttamente. La temperatura del prodotto indica se il prodotto stesso è effettivamente sicuro. E i due valori possono differire in modo significativo: un camion refrigerato può mostrare la temperatura dell’aria corretta, mentre i singoli prodotti vicino alla porta del camion si sono già riscaldati, a volte di 3-5 °C, nel giro di pochi minuti. Al contrario, un prodotto può trovarsi ancora entro l’intervallo consentito al suo interno, anche se la temperatura dell’aria ambiente subisce fluttuazioni per un breve periodo.

Per la valutazione di una consegna, è sempre necessario definire quale temperatura del prodotto (superficiale o interna) funga da base per il processo decisionale e come questa venga rilevata in pratica al momento del ricevimento delle merci. Le temperature dell’aria e ambientali sono rilevanti principalmente come integrazione al monitoraggio del processo e per la classificazione dei rischi (ad es. cella frigorifera/veicolo), ma non sostituiscono la valutazione specifica del prodotto.

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Metodologia di misurazione in tre fasi: rapida, non distruttiva e definitiva quando serve

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Un problema comune nella gestione delle merci in entrata è il compromesso tra rapidità e accuratezza della misurazione. Le misurazioni della temperatura interna sono considerate particolarmente significative, ma non sempre sono possibili senza danneggiare l’imballaggio. Allo stesso tempo, le misurazioni puramente rapide forniscono solo una visione d’insieme, ma non consentono di risolvere i casi limite. Tuttavia, rapidità e accuratezza non devono necessariamente essere in contrasto tra loro. La chiave sta nel sapere quale metodo di misurazione applicare e quando.

Si è quindi dimostrata efficace la seguente procedura in tre fasi, che potete definire nella vostra Procedura Operativa Standard (SOP) per ciascun gruppo di prodotti:

Primo – Scansione rapida della superficie

Iniziate con una misurazione a infrarossi senza contatto su tutta la partita in consegna. Ciò richiede pochi secondi, identifica immediatamente i valori anomali e indica al vostro team su cosa concentrare l’attenzione.

In secondo luogo – Verifica della misurazione (non distruttiva)

Per i valori vicini all’intervallo limite, procedete con una misurazione di verifica, preferibilmente non distruttiva e a contatto. Definite i punti tipici in cui effettuare la misurazione, ad esempio sulla superficie dell’imballaggio o tra i prodotti. Questo passaggio aiuta a individuare i casi limite senza distruggere il prodotto o aprire la confezione.

In terzo luogo – Temperatura interna

La misurazione della temperatura interna è l’unico metodo che consente di determinare la temperatura effettiva del prodotto. Pertanto, è riservata ai casi in cui le deviazioni riscontrate nelle fasi precedenti debbano essere documentate, segnalate ai livelli superiori o utilizzate come base per un reclamo. Questa fase è invasiva ma conclusiva.

Ciò che rende efficace questo sistema non è il metodo in sé, bensì la standardizzazione che lo caratterizza e che garantisce la riproducibilità: i punti di misurazione, le distanze di misurazione, la durata delle misurazioni e l’interpretazione dei risultati devono essere standardizzati in modo tale che team diversi, operanti in sedi diverse, possano ottenere risultati comparabili.

La SOP come colonna portante operativa: un processo in cinque fasi

Per le reti di filiali e le organizzazioni con più sedi, una procedura operativa standard (SOP) è efficace quando semplifica il processo decisionale e non genera “ulteriore burocrazia”. Una SOP funzionerà solo se le persone la seguono in condizioni reali, soggette a pressioni temporali, cambiamenti di personale o ore di punta.  Ecco un modello in 5 fasi che potete adattare direttamente alla vostra SOP per la ricezione delle merci:

1) Ispezione visiva e dei documenti al momento della consegna: la bolla di consegna, il gruppo di prodotti, le condizioni dell’imballaggio ed eventuali indicatori di temperatura (ad es. condensa, merci scongelate) vengono registrati digitalmente.

2) Priorità basata sul rischio: i gruppi di prodotti altamente sensibili alla temperatura vengono controllati per primi utilizzando un metodo di misurazione definito, e i valori misurati e il metodo vengono documentati digitalmente

3) Decisione in base al valore limite: rilascio, rilascio con condizioni o blocco.

4) Gestione delle anomalie: misure immediate (ad es. separazione), escalation e reclami tramite canali rapidi verso l’ufficio acquisti e la gestione della qualità, in modo da non compromettere la redditività

5) Completamento della documentazione: riferimento della consegna, data e ora, responsabilità, risultato e azione vengono archiviati integralmente.

Regola empirica per l’implementazione in più sedi: se un nuovo dipendente è in grado di seguire correttamente questo processo già dal secondo giorno senza chiedere aiuto, la SOP è ben progettata. In caso contrario, semplificare ulteriormente il processo.

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Tipici schemi di errore nella pratica – e perché si verificano sistematicamente

Molte anomalie non sono causate da una mancanza di tecnologia, ma da effetti sistemici legati alla quotidianità. Tra questi figurano misurazioni saltate (pressione di mandata, ore di punta, carenza di personale), inserimenti a posteriori (mancanza di una routine di registrazione, valori inseriti in un secondo momento a memoria), punti di misurazione incoerenti (lacune nella formazione o mancanza di riferimenti in loco) o misure correttive incomplete (responsabilità poco chiare e procedure di escalation non definite). Questi errori sono particolarmente rilevanti nelle reti di filiali perché si moltiplicano con un numero elevato di sedi.

Una soluzione efficace è una struttura di documentazione appositamente semplificata: campi obbligatori minimi, opzioni di selezione predefinite e una logica chiara per la gestione delle deviazioni con esattamente un passo successivo per ogni scenario. Minore è il margine di interpretazione nel processo, maggiore è la qualità dei dati e quindi la verificabilità.

Gestione delle apparecchiature di misura: taratura, plausibilità e ambiente di misura

La qualità del processo e la qualità della misura non sono la stessa cosa. Anche con una SOP ben progettata e un team qualificato, le misurazioni possono essere falsate se le apparecchiature di misura non sono state verificate o se i punti di misura sono scelti in modo inappropriato. Questi fattori compromettono costantemente l’affidabilità delle misurazioni, anche quando tutto il resto è a posto.

Test o tarature regolari delle apparecchiature di misura garantiscono letture corrette e contribuiscono alla comparabilità tra i diversi siti. Inoltre, è necessario considerare i fattori ambientali: i gradienti di temperatura in prossimità delle superfici, le uscite di aria fredda o le correnti d’aria possono creare anomalie locali di temperatura e non riflettono le effettive condizioni del prodotto o dell’ambiente. Per le misurazioni dell’aria, è quindi consigliabile selezionare punti di misurazione rappresentativi che non siano direttamente influenzati da flussi d’aria fredda.

Pertanto, quando un auditor mette in discussione una lettura, la risposta è un certificato di taratura e un punto di misurazione ben definito.

Conclusione

Il controllo della temperatura al momento del ricevimento delle merci non è una semplice formalità burocratica, ma un sistema decisionale. Il metodo di misurazione corretto, una procedura operativa standard (SOP) snella e apparecchiature verificate non servono solo a tutelarvi in caso di audit. Proteggono il prodotto, il consumatore e il vostro marchio ogni singolo giorno, in ogni singola sede.

Siete pronti a standardizzare il vostro processo di ricevimento merci? Scoprite come testo Saveris Food vi aiuta a mantenere il controllo in ogni sede.

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